Le mie impressioni su Il Mondo Perduto di Michael Crichton

Cari lettori bentrovati,

Questa volta ho viaggiato in un mondo diverso dal fantasy. Ho ripreso in mano un libro che avevo letto tanti anni fa e il cui argomento ha sempre affascinato, non solo gli adolescenti ma anche chi aveva qualche anno in più. In fondo, però, anche l’esistenza dei dinosauri, estinti ormai da diverse decine di milioni di anni, sembra appartenere al mondo del fantastico, quello scatolone immaginario dove trovi ogni volta infinite storie diverse.

Il mondo perduto

Autore: Michael Crichton                                                                                                             Titolo: Il Mondo Perduto                                                                                                                 Editore:  Garzanti                                                                                                                               Prezzo ebook:  6,99 euro                                                                                                                   Prezzo cartaceo: 9,45 euro                                                                                                              Genere: fantascienza                                                                                                                        Pagine: 378                                                                                                                                              Data di pubblicazione in Italia: 1/1/2012                                                                                    Disponibile su: amazon

 

Il romanzo è centrato sul tema dell’evoluzione delle creature viventi e, di conseguenza, sulla ancora irrisolta questione dell’estinzione dei dinosauri.

La teoria più accreditata che giustifichi la scomparsa dei dinosauri è quella catastrofica della caduta di un meteorite, anche se uno studioso comportamentale, di nome Malcolm, è propenso a altre motivazioni. Secondo Malcolm da quando è apparsa la vita sulla Terra, ogni giorno si è estinta una specie, tanto è che nel pianeta si sono alternate almeno cinquanta miliardi di specie di piante e animali. E una piccola parte di queste sparizioni sono state di massa, mentre il 95% di esse è avvenuto singolarmente, dopo una vita media di quattro milioni di anni. Inoltre, si tenga conto che ci sono stati altri importanti momenti in cui si è assistito a estinzioni di grande portata, come nel Permiano, dove ha avuto luogo la scomparsa dell’ 80% degli esseri acquatici e terrestri. E ai dinosauri cosa è successo veramente?

Lo studioso matematico sostiene che ci sono state grandi trasformazioni climatiche o comunque ambienti che si sono modificati anche integralmente e in questo modo le specie viventi hanno seguito questo processo attraverso l’estinzione, ma anche attraverso la nascita. L’ipotesi sostenuta da Malcolm è che gli animali complessi, come i dinosauri, possono estinguersi per modifiche nel comportamento provocate anche dal necessario adattamento fisico all’ambiente. La teoria della complessità, spiega che il comportamento, una volta che supera i margini del caos, dove si evolve in maniera equilibrata senza troppo immobilismo o dinamismo, può portare al declino e alla morte. E’ proprio quello che è successo ai dinosauri?

Veniamo alla storia del libro.

Dopo la tragedia avvenuta su un’isola del Costa Rica, trattata nel primo libro Jurassic Park, dove aveva sede il sito tecnico-scientifico della società Ingen dedicato allo studio dei dinosauri, a distanza di alcuni anni cominciano a comparire, in altre isole vicine, carcasse di alcuni animali morti, ufficialmente denominate orrende creature. Il governo del Costa Rica cerca di nascondere i ritrovamenti per salvaguardare il settore del turismo, ma inevitabilmente arrivano alle orecchie di alcuni personaggi che cominciano a interessarsi alla cosa. Tra questi ci sono loschi imprenditori e studiosi, come Dodgson e Baselton, pronti a arricchirsi a tutti i costi, ma anche scienziati come Malcolm e Levine, attirati dall’alto valore scientifico della scoperta.

Levine, scienziato impulsivo e brillante, pensa bene di esplorare, insieme a una guida e con scarsissima attrezzatura, un’isola  sperduta e disabitata di fronte le spiagge del Costa Rica. Secondo le sue intuizioni e ricerche, l’isola sarebbe il luogo dove la Ingen faceva nascere le varie sottospecie di dinosauri. E incominciano subito i guai.

Dopo un difficoltoso collegamento telefonico, l’amico ingegnere Thorne capisce che è in pericolo. Riesce, con l’aiuto di Malcolm, Eddie e due ragazzini, Arby e Kelly, nascosti come clandestini nei mezzi approntati per la spedizione, a scoprire dove è ubicata l’isola misteriosa e organizzano la partenza per andare a aiutarlo.

Riusciranno a raggiungerlo e insieme si metteranno a studiare i dinosauri.

Scopriranno che questi enormi animali si comportano ne più ne meno come le altre creature che vivono al giorno d’oggi e che siamo abituati a vedere nei documentari: il senso materno verso i propri piccoli; la collaborazione, tra le varie sottospecie, nella protezione del gruppo di appartenenza; il marcare luoghi specifici del  territorio con urine e defecazioni. Ma ovviamente ci saranno differenze di comportamento, in particolare sulla spartizione delle prede, sull’imperioso attaccamento alla prole i cui silenziosi richiami sentiranno a chilometri di distanza.

Studiosi e scienziati, dapprima in gruppo a studiare le mosse dei dinosauri, poi si separeranno per vari motivi, tra i quali anche quello di incontrare la paleontologa Sarah, che nel frattempo era giunta nell’isola, salvandosi dal tentativo di omicidio perpetrato nei suoi confronti dal faccendiere Dodgson, al quale aveva chiesto un passaggio per raggiungere i suoi amici studiosi.

La trama si dipana con una sequenzialità di scene infallibile, come lo scorrere di fotogrammi di un film. E la suddivisione dei capitoli, a seconda degli avvenimenti e dei soggetti presi in considerazione, aiutano a schematizzare e intuire meglio il susseguirsi delle storie. Le vicende si intrecciano alla perfezione, delineando il quadro della storia che a mano a mano cresce di intensità e di pathos.

Anche in questo romanzo, come è successo con il primo, si assisterà a una tragedia, dove alcuni personaggi troveranno la morte e altri ne usciranno vivi per miracolo.

Perché la Ingen aveva occupato con i suoi laboratori anche un’altra isola, oltre a quella in cui aveva lasciato liberi i dinosauri?  Come mai in quest’ isola era stato costruito un sito a carattere industriale? Che fine ha fatto il collega e amico Elvine? Perché nell’isola sono presenti così tanti predatori rispetto al numero degli animali che fungono da prede e all’estensione territoriale? Una serie di misteri che si sviluppano in crescendo, evidenziando elementi tipici del genere giallo, e che vengono risolti ogni volta.

I personaggi sono ben delineati, in fondo descritti in poche righe, ma rendono fin troppo bene l’immagine della persona che in quel momento sta parlando, come se fosse lì davanti ai nostri occhi in quel preciso momento.

Infine, se l’estinzione dei dinosauri rimane ancora oggetto di discussioni nel suo mistero, quello che è successo nell’isola è ben chiaro.

Il comportamento dell’uomo, che in quel preciso momento è intervenuto in un equilibrato sistema primordiale, ha provocato forti reazioni. L’attenzione e l’interferenza della dott.ssa Harding e di altri studiosi, si pensi al piccolo di T-rex che viene portato al camper per essere curato da una frattura scatenando una feroce reazione degli enormi  genitori, piuttosto che al tipo di alimentazione che era stata creata appositamente, anni prima, per nutrire i piccoli dinosauri, portano a eventi concatenati che determinano cambiamenti importanti nello stesso comportamento degli animali, provocando reazioni influenti nell’eco-sistema. In fondo è proprio ciò che succede ai nostri giorni o che è successo  cento o più anni fa, con la quasi estinzione dei bisonti o la minaccia di scomparsa dei grandi cetacei odierni, per nominare fatti eclatanti.

E la specie umana? Subirà anch’essa una evoluzione tale da portarla all’estinzione? Il pensiero di Malcolm è proprio questo e individua il dominio del cyber spazio come il momento topico dell’involuzione: il punto in cui si raggiungerà l’uniformità globale, senza più diversità di comportamento e di pensiero. La vita si muoverà all’esterno dei margini del caos provocando la sua scomparsa.

L’unica osservazione che mi sentirei di fare, riguarda la tensione che si respira quando appaiono i dinosauri, naturalmente parlo dei T-rex e dei velociraptor, i letali predatori di quella specie animale. Da come appaiono nei film, tratti dagli omonimi romanzi, queste bestie suscitano un terrore incredibile, che paralizza completamente e lascia inermi di fronte all’inevitabile morte. Qui, invece, i protagonisti li affrontano in maniera quasi disinvolta, addirittura gli affaristi Dodgson e Baselton rubano le uova nei nidi, semplicemente spaventandoli con ultrasuoni. Oppure lo studioso Levine, che pur di studiarne i movimenti e comportamento, si avvicina pericolosamente agli animali senza protezione. Insomma, a mio parere, non si respira in maniera piena quel profondo terrore che Spielberg è riuscito a trasmettere, aiutato dalla grafica computerizzata, nelle sue opere cinematografiche.

Ma è indubbiamente un gran bel libro che valuto così

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3 pensieri su “Le mie impressioni su Il Mondo Perduto di Michael Crichton

  1. Saji Connor

    Ciao Marco,
    come promesso sono passata e mi sono iscritta tramite Blogspot da cui riceverò tutte le novità del tuo blog.
    I libri di Crichton sono nella mia lista di libri da leggere ovviamente, fino ad ora ne ho letto solamente uno, “I mangiatori di morte”, romanzo al quale si sono ispirati per il film “Il tredicesimo guerriero”. E’ un autore del quale vorrei approfondire maggiormente le letture 🙂
    Buon weekend!

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    1. Ciao Saji,
      Non conosco molto di Crichton, solamente i due libri sui dinosauri e Timeline, e ho visto che ha un ben nutrita bibliografia, fin dagli anni sessanta. Non sapevo de “I mangiatori di morte” di cui ho visto il film. Un motivo in più per leggerlo. grazie per esserti iscritta e buon fine settimana anche a te.😃

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