Tributo al topo più famoso al mondo

“Spero soltanto che non ci si dimentichi mai di una cosa. Che tutto è cominciato con un topo”.

Questa frase, pronunciata da Walt Disney  nel programma televisivo What Is Disneyland, andato in onda il 27 ottobre 1954, fa capire come una semplice ma felice idea è stata l’inizio di un successo planetario, che ha lasciato il segno nell’universo dei fumetti. Quasi un monito a chi voglia cimentarsi in un’ avventura o farsi spazio in un mondo che non sia solo artistico, all’insegna del mitico sogno americano. Mai dire mai …

Il debutto cinematografico di Mickey Mouse, e in effetti solo successivamente è nata la trasposizione in fumetti disegnati e stampati su libretti, avvenne il 18 novembre 1928 con un cortometraggio intitolato Steamboat Willie, della durata di 7 minuti circa (che potete vedere qui).

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Era stata la prima realizzazione di un cartone animato, in una perfetta fusione tra immagini e sonoro che ebbe un riscontro di pubblico e di critica strepitoso.

Un fischiettante Topolino, dalle linee ancora un po’ stilizzate rispetto a come siamo abituato a vederlo oggi, è al timone di un battello, proprio dove non dovrebbe essere. Così, Pietro Gambadilegno lo vede, lo prende e lo butta in stiva dove anche un pappagallo smilzo si prende gioco di lui e lo deride. La delusione di Topolino passerà quando riuscirà a prendere Minnie con una gru, mentre stava rincorrendo il battello che aveva perso per un soffio, agganciandola alle mutandine, e a portarla a bordo con la sua chitarra e spartiti musicali. Nonostante una capretta le mangerà tutto il materiale per far musica, metteranno su un’orchestra con tutti gli animali del battello. Gambadilegno scopre cosa sta succedendo, si infuria e spedisce Topolino a sbucciare patate.

Questo cortometraggio non fu il primo cartone animato con protagonista il nostro eroe. Qualche mese prima, nel maggio dello stesso anno, era uscito un altro cartone, Plane Crazy (l’aeroplano impazzito), dove Mickey faceva in assoluto la sua prima apparizione. Un secondo cartone venne realizzato poco dopo, con il titolo di Topolino gaucho, ma i due, pur con un discreto seguito, non ebbero il successo che venne attribuito poi con il terzo corto. Quasi sicuramente perché erano muti. L’effetto sonoro introdotto con Steamboat Willie prese spunto dalla moda del momento, che vedeva la proiezione dei primi film non più completamente muti, ma con l’utilizzo di musiche adattate perfettamente alle scene. In particolare, il suggerimento venne da una comica di Buster Keaton, con musiche basate su motivetti già conosciuti, ma il nuovo film non trova nessun distributore interessato. A quel punto Disney accetta la proposta del titolare di una sala di Broadway, e tenta la carta del pubblico: il film viene proiettato al Colony Theater di New York il 18 novembre 1928, abbinato al lungometraggio sonoro dal vero Gang War. È il clamoroso successo in cui Disney iniziava a non sperare più. La critica e il pubblico sono concordi che qualcosa di nuovo e unico si è affacciato sugli schermi americani. Tutti i riflettori sono puntati su Topolino.

Eppure l’antesignano di Mickey fu un coniglio di nome Oswald. Sempre con la testa in forma tondeggiante, ma con inequivocabili orecchie allungate.

I 90 anni di Topolino e rispunta il suo antesignano, il coniglio Oswald

Yasushi Watanabe, ottantaquattro anni, storico di anime, aveva acquistato la copia 16mm quando era ragazzo, affascinato dall’animazione dei cartoni sul nastro di celluloide. D’altronde basti pensare al teatro giapponese, nei suoi stili più famosi Il Teatro No e il Teatro Kabuki, in cui prevalgono le maschere indossate dagli attori che alternano scene a musiche in un perfetto equilibrio. Watanabe aveva trovato il nastro in un negozio di giocattoli vicino casa sua, ad Osaka, ma solo poco tempo fa ha realizzato di possedere un piccolo tesoro, leggendo il libro Oswald the Lucky Rabbit: The Search for the Lost Disney Cartoons, dedicato ai cartoni perduti ed uscito lo scorso anno.

Oswald è stato creato da Walt Disney e dal suo collaboratore Ub Iwerks nel 1927. Le storie del coniglietto sono state realizzate per tutto l’anno 1928 e distribuite dagli Universal Studios. Il suo successo permise agli Studi di espandersi, ma nello stesso anno Disney perse i diritti sul personaggio in seguito a una disputa col produttore Charles Mintz, il quale ingannò il disegnatore e portò Oswald alla Universal.

Ma è da questa sconfitta che Walt seppe fare il salto di qualità, che gli permise di diventare il regista di cartoni animati più conosciuto e osannato al mondo.

Nei fumetti il personaggio debuttò sui quotidiani due anni dopo, il 13 gennaio 1930 con la storia Topolino nell’isola misteriosa. Per la sua creazione Walt Disney vinse un premio oscar onorario. E tanti altri premi gli furono assegnati.

Negli anni, Mickey subì diverse trasformazioni e acquisì la fisionomia che oggi tutti conosciamo. Prima le scarpe, poi i guanti bianchi a coprire la mano di quattro dita e via via altre piccole aggiunte. Una trasformazione che portò Topolino a essere il personaggio immaginario fra i più famosi al mondo e icona stessa della Walt Disney Company e della cultura popolare mondiale.

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