Le mie impressioni su La Lama del Druido Supremo – I Difensori di Shannara – di Terry Brooks

Lettori fantasy bentrovati.

Erano diversi anni che non leggevo romanzi di Terry Brooks e ora, avendo letto il primo dell’ultima trilogia dello scrittore statunitense, mi sono accorto fin dalle prime pagine di averne avuto nostalgia. E’ dalla lettura del suo primo fantastico libro, la Spada di Shannara, che è iniziata la mia avventura nel mondo fantasy e ne ho seguito le pubblicazioni ogni qualvolta usciva con le sue storie.

Autore: Terry Brooks                                                                                                                          Titolo: La Lama del Druido Supremo                                                                                            Trilogia: I Difensori di Shannara                                                                                                    Editore:  Mondadori                                                                                                                            Collana: Oscar bestsellers                                                                                                                  Prezzo ebook:  6,99 euro                                                                                                                    Prezzo cartaceo: 10,62 euro copertina flessibile                                                                        Genere: fantasy                                                                                                                                    Pagine: 308                                                                                                                                              Data di pubblicazione:  21/2/2017                                                                                                    Disponibile su: amazon

 

TRAMA

Paxon Leah è il giovane erede della famiglia che aveva governato, in veste regale, l’omonima regione delle terre del sud. Ma ora la casata dei Leah non esercita più la funzione che le era stata propria tanti anni fa e si dedica a una modesta attività di trasporto, dalla quale ricava il giusto sostentamento.

La svolta decisiva a questo stato di fatto, giunge quando la sorella Chrysallin viene prelevata, quasi come un rapimento, e portata in un’altra città da un fantomatico personaggio di nome Arcannen, come premio alla perdita di un giro di scommesse e giochi d’azzardo. Paxon, con l’idea di liberare la sorella, si reca nella dimora del misterioso rapitore, conosciuto da tutti come un uomo potente e misterioso, portando con sé l’unica arma di un certo valore di cui dispone: la spada nera di Leah.

Riuscirà a liberarla e scoprirà i poteri posseduti dalla spada. La lama nera, impregnata di magia da Allanon tanti anni prima, reagirà alle arti magiche di Arcannen salvando il ragazzo. A questo punto lo stregone vorrà a tutti i costi possederla, pronto a fare qualsiasi cosa pur di averla tra le mani: rapirà di nuovo la ragazza, uccidendo un druido che la proteggeva. Nel frattempo Paxon era stato contattato e reclutato, quale difensore dei druidi, dall’Ard Rhys di Paranor, dopo che avevano scoperto l’uso che aveva fatto della magica spada contro Arcannen.  E in quella veste, era impegnato a aiutare i Druidi di Paranor a seguire il loro obiettivo: recuperare i manufatti magici sparsi nelle quattro terre e uccidere, se necessario, i loro possessori, al fine di garantire pace e sicurezza ai suoi abitanti.

Dopo diverse avventure, attraverso intrighi e con l’aiuto di druidi e giovani intraprendenti, Paxon riuscirà a salvare di nuovo la sorella, ma le torture mentali subite la proveranno nell’anima e ne rimarrà sconvolta.

Non voglio anticipare conclusioni e eventi misteriosi che porteranno i protagonisti della storia a un finale veramente sorprendente.

Un elemento che ritengo fondamentale a rendere accattivante ancora di più le vicende raccontate dall’autore americano, è quell’alone, soprattutto nel finale, da romanzo giallo che lo contraddistingue. In tutte o quasi le sue opere legate al mondo di Shannara, un mistero avvolge i personaggi o le loro vicende personali, un mistero che sorge piano piano e si sviluppa nella vicenda fino al piacevole epilogo finale.

Brooks ha un suo modo di entrare nelle descrizioni dei personaggi tutto particolare, proprio dei grandi scrittori. Con pochi tratti fisici, ma in particolare attraverso i comportamenti, il modo di pensare, il carattere, i dubbi (alcune domande che si pone lo stesso personaggio) che mette in testa ai protagonisti, riesce a delinearne perfettamente la figura fin dalle prime battute. E tu sei lì, che già te lo immagini con tanto di viso e corporatura ben stampati in mente, come se guardassi una fotografia appena scattata.

Un’altra cosa su cui vorrei porre l’attenzione è la figura di Paxon. Il divenire difensore dei druidi, richiama, in qualche modo continuando una longeva tradizione, i suoi antenati Menion e Rone, i quali agirono come amici e paladini di Shea, Brin e Jair ai tempi del primo e terzo romanzo della nota saga: La Spada di Shannara e  La Canzone di Shannara. Quasi un destino, che porta gli esponenti della famiglia Leah a intraprendere questa professione come fosse una vocazione.

Questo mi ha sempre affascinato di Brooks, una capacità espressiva sempre attenta e mai inutile, pur in una prosa molto descrittiva. E’ difficile distrarsi mentre leggi le sue avventure, l’attenzione è sempre attiva a divorarne le pagine. Ciò che mi colpisce in particolare è quel modo di iniziare il romanzo con una storia che direi ordinaria, o quasi, come se raccontasse un’ avventura attuale: un ragazzo che cerca di liberare la sorella rapita per questioni di scommesse perse, ma allo stesso tempo inserisce leggeri elementi legati alla magia. Questo all’inizio, ma poi inizia la storia vera e propria in un crescendo costante e il mistero e l’arte magica si inseriscono a pieno titolo.

Avendo letto di Brooks, e diverse volte, il primo dei suoi romanzi, quello con il quale rimase per oltre cinque mesi nella classifica dei libri più venduti del New York Times, non posso che farne un confronto. Innanzitutto, ciò che mi ha sempre intrigato, e non solo nella Spada di Shannara ma anche in alcuni libri successivi, è la mancanza di consapevolezza della propria condizione da parte dei protagonisti. Prendete Shea Ohmsford, colui che ha salvato il suo mondo dall’avvento di Brona, il druido ribelle, e perché no anche pensando al Frodo di un’altra ben famosa e strepitosa epopea, pur in una veste diversa, in fondo: il primo aveva poteri magici ereditati dalla discendenza elfica, mentre Frodo era solo il possessore del magico anello. Ma tutti e due sono stati forzatamente catapultati in una pericolosa avventura, senza avere un minimo grado di conoscenza del mondo magico e sono riusciti nel loro intento, capendo solo alla fine con che cosa avevano a che fare veramente, soprattutto Shea. In questo libro, aldilà di un primo evento di manifestazione di magia, c’era comunque un grado di preparazione che in qualche modo ha aiutato il nostro eroe Paxon Leah. Una formazione nell’uso delle armi e della magia che gli altri appena nominati non avevano avuto. In fondo questo aspetto della determinazione e delle latenti capacità dell’uomo in generale, che pur all’oscuro di situazioni particolari che l’avrebbero di certo agevolato, riesce a tirar fuori poteri incredibili e a districarsi e risolvere misteri neanche lontanamente pensabili. Un modo di pensare all’uomo e all’umanità come fonte inesauribile di forza benefica. In questo senso, se posso azzardare una considerazione personale, credo che la salvezza del mondo e dell’uomo non possa venire che da se stesso, dalle sue infinite virtù: sarebbe sufficiente che ognuno si renda consapevole delle proprie capacità e naturale inclinazione al bene.

Leggere i romanzi di Terry Brooks l’ho trovato sempre molto interessante, una lettura che cattura l’attenzione e ti fa sfogliare le pagine senza soluzione di continuità. Cosa che non provavo più da diversi anni. Forse mi hanno aiutato in questo piacevoli ricordi personali, ma non credo di esagerare, e ne danno atto le numerose testimonianze internazionali, se considero l’autore americano come uno dei maggiori esponenti dell’universo fantasy.

Non posso che dare

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Vi informo che ho già acquistato gli altri due volumi della saga e a breve ne lascerò le mie impressioni.

A presto.

2 pensieri su “Le mie impressioni su La Lama del Druido Supremo – I Difensori di Shannara – di Terry Brooks

  1. This is my son’s favorite author and has been since he was about 12 years old. At 27, he continues to love and read all of his books. I am going to share your review with him! Thank you for reading and reviewing such a broad range of books.

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