Le mie impressioni sul film LION – LA STRADA VERSO CASA diretto da GARTH DAVIS

Cari lettori, eccomi di nuovo qui. Questa volta non posso fare a meno di esternare, in un post del mio sito, quanto mi ha colpito la visione del film Lion – La strada verso casa.

Risultati immagini per immagini lion ritorno verso casa

Ieri sera, quasi per caso, visto che non ero proprio intenzionato a guardare film in tv, anche perché cominciava a essere tardi e meditavo di mettermi al pc per navigare su internet o forse per vedermi qualcosa su Netflix, ho assistito all’inizio del movie e mi ha colpito da subito. Non ricordavo di aver mai letto qualcosa riguardo a questo film o aver assistito a telegiornali che ne parlassero per candidature a oscar o altri premi. Proprio il vuoto assoluto.

Ormai avrete capito che il film mi è piaciuto tantissimo.

Ha messo a nudo emozioni che sento molto di rado.

Una prima parte che penso sia stata una vera poesia. Una perfetta combinazione di musiche e immagini che mi hanno meravigliato. Ho sempre pensato che la colonna sonora di un film sia importante e in questo caso ne ho avuto la conferma. Un motivo suonato, sia con strumenti indiani e strumenti a archi, che trasmetteva un’atmosfera struggente in mirabile sintonia con le meravigliose scene di dignitosa miseria in cui gravitavano i personaggi della storia. Un quadro magnetico e toccante, come fosse un dipinto o un tramonto talmente perfetto che non puoi fare a meno di intrattenerne lo sguardo.

Risultati immagini per immagini lion ritorno verso casa

I fratelli Saroo e Gudun, e in particolare la madre che Saroo conosce solamente con il nome in lingua hindi, Ami, comunicano una serenità e fierezza incredibile, pur vivendo in un piccolo paesino dell’India nord occidentale arrabattandosi nella sopravvivenza con lavori umili. Un’umiltà che si trasmette nell’amore che lega la famiglia. Fondamentalmente è un film in cui l’amore famigliare ha il sopravvento su tutto il resto. Il piccolo Saroo, di appena cinque anni, vuole aiutare il fratello più grande a trasportare balle di fieno di notte e lo segue. Si addormenta vicino a una stazione ferroviaria, mentre Gudun gli raccomanda di non muoversi fino al suo ritorno. Saroo, quando si sveglia, comincia a cercare il fratello e intrappolato dentro un treno è costretto a fare un viaggio di 1600 km, verso Calcutta. Perso nella grande città, si fa forza e proverà inizialmente a ritornare a casa, però poi comincia a rassegnarsi e cercherà la sopravvivenza nel cibo recuperato nella spazzatura, il conforto nei bambini abbandonati in strada o nelle braccia di una donna ambigua.  Infine, rinchiuso in un orfanotrofio, verrà adottato da una coppia australiana, che pur potendo avere figli, avevano deciso di adottarne per rendersi partecipi alla salvezza di qualche bambino sofferente. Dopo venticinque anni deciderà di cercare le sue origini, aiutandosi con google earth, e abbraccerà la madre e la sorella nel paese che non avevano mai abbandonato.

Sembra che in India ogni anno spariscano 80.000 bambini, come dice lo stesso Davis nei titoli di coda, e non riesco a fare a meno di pensare, sperando di essere smentito, che veramente pochi riescono a trovare la propria salvezza. Lo spaccato di vivo realismo della società indiana dei nostri giorni, visto dagli occhi del regista, ci fa intuire come molti di quei bambini fanno una fine poco edificante. Saroo è stato un bambino in fondo fortunato, trovando l’amore delle persone che gli sono rimaste vicino e che hanno capito il suo dramma e il dolore del distacco dal mondo della prima infanzia. I genitori adottivi lo hanno accolto nelle loro amorevoli braccia e, nella realtà visto che il film è tratto da una storia realmente accaduta, hanno incontrato la vera madre del ragazzo, trattenendola in un abbraccio tenero e fraterno.

Risultati immagini per immagini lion ritorno verso casa

Dicevo che l’amore è stato il collante che ha tenuto le fila di questo splendido lavoro cinematografico: l’amore di Saroo e la sua famiglia indiana, di Saroo e la sua famiglia australiana, l’amore di Saroo per una ragazza di origine australiana a cui rimarrà legato, nonostante le difficoltà dovute alla sua estenuante ricerca. L’amore è il tema ricorrente che viene raccontato da Davis con il giusto garbo e in infinita eleganza, rappresentandolo nella sua essenza migliore: spezzare le catene e eliminare le distanze per consentire la fusione di cuori che si cercano o si contemplano.

Senza dubbio anche la tenacia e determinazione avuta dal ragazzo ha avuto la sua parte, non si è mai perso d’animo: il vero nome di questo giovane è Sher, come indicato dal regista nei titoli di coda, che vuol dire Lion, cioè Leone.

5 pensieri su “Le mie impressioni sul film LION – LA STRADA VERSO CASA diretto da GARTH DAVIS

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...