Le mie impressioni su Quattro anni all’Inferno – di Lukas

Cari bookreaders bentrovati.

Questa volta mi sono cimentato nella lettura di romanzo che racconta una tragica storia vera, realmente accaduta a un adolescente diversi anni fa.

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Autore: Lukas                                                                                                                                      Titolo: Quattro anni all’Inferno                                                                                                      Editore:  Tea                                                                                                                        Collana: Esperienze                                                                                                                              Prezzo cartaceo: 3,96 euro copertina flessibile                                                                          Prezzo cartaceo: 22,80 euro copertina rigida                                                                              Genere: Narrativa                                                                                                                                Pagine: 171                                                                                                                                              Data di pubblicazione:  18 giugno 1999                                                                                          Disponibile su: amazon

 

TRAMA

Lukas è un ragazzo che vive in un istituto dove vengono accolti giovani che provengono da situazioni famigliari difficili e complicate. In questo collegio ha trovato la sua dimensione, dimenticando il patrigno violento e la madre debole costretta a subire le angherie dell’uomo. Va a trovare la sorella, con la quale ha un ottimo rapporto, ogni fine settimana che gli viene concesso.

Una sera, mentre è preso da uno stato d’animo pieno di rabbia e risentimento che lo predispone a essere aggressivo, come lo era stato prima che venisse portato all’istituto, incontra l’amico Peter in una discoteca. Da quel momento inizia il suo viaggio verso il satanismo. Verrà coinvolto in messe nere in cui si fa uso di violenza, nelle iniziazioni degli adepti e nuovi discepoli, e dove scorre sangue prelevato da animali portati al sacrificio, sangue che servirà a purificare il corpo e a predisporlo all’accoglimento di Satana. Subirà la sua iniziazione  in un atto di brutale violenza che lo porterà in ospedale a curarsi fratture e ferite.

Dopo un primo tentativo di rifiuto dell’aberrazione in cui si trova coinvolto,  Lukas viene trascinato in un vortice di violenze gratuite, attuate a scopo di sacrifici, anche umani, secondo il “volere” del demonio.

Far parte di un gruppo come quello, in cui si tollera e anzi si viene incitati alla violenza, Lukas si sente appagato di poter dare sfogo alla rabbia che ha represso sin da bambino. La promessa, attraverso un continuo lavaggio del cervello, di diventare un giorno i dominatori del mondo, di avere a disposizione qualsiasi cosa di cui avessero bisogno e di trattare tutti gli altri come degli schiavi, lo convince della giustezza della causa a cui si è votato. Il sostegno e il riconoscimento che trova nei compagni rafforzano la sua fiducia e gli consentono di raggiungere un potere mai conosciuto, in una esaltante esaltazione.

Le lusinghe che gli vengono riservate lo inorgogliscono e in poco tempo brucia le tappe e diventa un discepolo, dopo aver superato delle estenuanti e crudeli prove.

Ma Lukas è combattuto tra il ribrezzo e le falsità delle azioni attuate dalla comunità di satanisti e l’appagamento della propria condizione nel trovare compagni che danno valore alle sue azioni e lo considerano una persona speciale. Ma anche la paura di ritorsioni nei suoi confronti o di persone della famiglia a cui tiene lo spingono a continuare.

Poi arriva l’illuminazione, durante un viaggio di formazione in America, e si rende conto che non può fare a meno del satanismo, consapevole del potere che ha in mano: decidere della vita e della morte. Finora le prove a cui è stato sottoposto consistevano in pestaggi, anche nei confronti degli amici, in sacrifici di animali, anche se affrontati in uno stato di estrema sofferenza. Quando l’amico Peter, colui che lo aveva portato alla setta, gli confida dei suoi problemi all’interno del gruppo, del come mai fosse ancora un discepolo di basso grado, la spavalderia che lo aveva accompagnato fino a quel momento comincia a vacillare: l’ultima prova consiste nell’uccidere essere umani. Ancor di più si accorge della perversione in cui è caduto, nel momento in cui la setta uccide un ragazzo “normale” che aveva conosciuto in quei mesi.

L’uscita dalla setta avverrà con grande sofferenza, aiutato dagli assistenti dell’istituto dove continuava a risiedere e dalla psicologa che gli era stata assegnata, facendolo praticamente rinchiudere in un reparto di un ospedale psichiatrico lontano dalla città in cui viveva.

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Il circuire persone deboli, da un punto di vista psicologico, attraverso lavaggi del cervello, innalzandone il rango all’interno della gerarchia, sono metodi subdoli, perpetrati da manipolatori con forte personalità. In questo modo riescono ad agire su coloro che desiderano appartenere a un gruppo per sentirsi parte di una popolazione con scopi comuni, come se appartenessero a una patria. Queste sono le parole che utilizza il protagonista. La soddisfazione di essere considerato e riconosciuto come un fedele compagno, una guida, un maestro, un futuro sacerdote del male. Così facendo pensano di avere tra le mani la potenza di satana, perpetrare il suo volere facendo il male e provando odio.

Anche l’allontanamento dai propri amici rientra nel modo di agire di questi gruppi esclusivi. L’adepto e il discepolo non devono avere altra compagnia che quelli che appartengono al proprio gruppo, creando una fredda solidarietà pronta a spezzarsi al minimo capriccio del sacerdote di turno. Un affetto che non potranno mai avere al di fuori della propria famiglia. Il loro intento principale è quello di separare l’allievo dai legami affettivi e integrarlo nel gruppo, in realtà in un completo isolamento, minacciandolo di morte in caso di spergiuro o di volontario allontanamento.

Nell’arco di questi decenni abbiamo sentito di storie legate all’occultismo o satanismo, non soltanto in Italia e sembra che in Germania, il luogo dove si svolge la storia raccontata nel libro, e soprattutto in America, esistono gruppi satanici potenti e ben organizzati. Il pensiero che possano operare gruppi di persone il cui intento è sostanzialmente di perpetrare violenza gratuita nei confronti di altri esseri umani,  nel nome di astratte entità superiori, nella convinzione che deve essere fatto per appagare una volontà esterna, fa pensare.

Personalmente credo nell’Uomo, nella sua spiritualità rivolta al bene e non al male, in una consapevolezza totalmente individuale e personale.

Un bel libro, voto: Risultati immagini per immagini di volpe Risultati immagini per immagini di volpe Risultati immagini per immagini di volpe

2 pensieri su “Le mie impressioni su Quattro anni all’Inferno – di Lukas

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