Le mie impressioni su Doppio Sogno di ARTHUR SCHNITZLER

Cari amici della Lettura, eccomi di nuovo qua, con un libro breve ma intenso.

Autore:    Arthur Schnitzler                                                                                                              Titolo: Doppio Sogno                                                                                                                            Editore:  Adelphi                                                                                                                                  Prezzo cartaceo: 7,65 euro                                                                                                              Genere: Narrativa                                                                                                                                Pagine: 131                                                                                                                                              Data di pubblicazione:  1977 – 40^ edizione                                                                                  Disponibile su: Adelphi

 

La trama

Dopo una conversazione avvenuta tra marito e moglie, in cui si raccontano avventure avvenute da ragazzi o appena qualche mese prima, durante una vacanza passata insieme in Danimarca, Fridolin, medico in una città dell’Austria, viene chiamato, in tarda serata, per assistere a un paziente gravemente malato.

Da quel momento il dottor Fridolin farà ritorno a casa solo molte ore dopo, coinvolto in vari avvenimenti che si susseguono l’uno all’altro, portandolo a affrontare anche pericoli inaspettati. In particolare, parteciperà a una serata in maschera in cui incontrerà una signora di cui si innamorerà perdutamente, che prenderà le sue difese quando verrà aggredito dai convenuti, essendosi intrufolato senza invito.

Infine rincaserà a tarda notte del giorno successivo e riprenderà la sua vita, raccontando alla moglie ciò che gli era successo in quei due giorni.

In questo lungo racconto, le vicende si svolgono in un clima di ineluttabilità, come se debbano seguire il loro corso senza che si possa fare niente per evitarle. E i personaggi si domandano continuamente il perché di quello che sta accadendo: perché Fridolin si sente attratto dalla prostituta che si offre sulla strada e lo attira nel suo appartamento? Forse gli ricorda un’avventura avuta da ragazzo con un suo amico oppure è corroso da una sorta di vendetta a quanto raccontato dalla moglie sulle sue avventure amorose. E’ bastato un piccolo cenno, appenda due parole, e si ritrova in una camera di appuntamenti. Dapprima respinge il contatto della ragazza, subito dopo lo cerca lui stesso ma la prostituta lo rifiuta e rifiuta i suoi soldi. Perchè non torna a casa dalla moglie, ma si attarda in strada?

Si stava allontanando sempre più dalla normale sfera della sua esistenza, addentrandosi in un altro mondo, lontano ed estraneo.

Considerate che il libro è stato scritto dall’autore nei primi anni del ‘900, quando uno “sconosciuto” Sigmund Freud faceva il suo ingresso nel mondo scientifico, nonché letterario, aprendo un mondo fino ad allora inesplorato.

Schnitzler, in questo racconto, trascrive in romanzo le pulsioni, anche erotiche, la libido e i fatti rimossi dalla mente dei protagonisti, come Freud portava a nudo i fantasmi dell’inconscio.

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Si assiste a un avvicendarsi di avvenimenti e incontri misteriosi come raccontati in un sogno, in un’atmosfera piacevolmente onirica, dove le storie prendono vita, forse guidate da desideri o impulsi repressi che in quel momento vogliono liberarsi dalle loro catene e prendere il volo senza remore o repressioni morali di qualche tipo. Ci si rende conto, a un certo punto, che tutto quell’ordine, quell’armonia, quella sicurezza della sua esistenza non erano che apparenza e menzogne. E il protagonista sente l’irrefrenabile desiderio di tradire, ingannare, mentire, di condurre una doppia vita: essere il dottore affidabile e un buon padre di famiglia, ma allo stesso tempo un libertino, un seduttore e un cinico.

In fondo, credo che ognuno di noi abbia affrontato momenti della propria vita in cui abbia sentito il bisogno di uscire dal proprio mondo fatto di routine, di abitudini e lasciarsi andare fino a una trasgressione impudica, estraniante. Ma poi sia uscito dalle fantasie e ritornato alla sua esistenza. Ed è proprio quello che capita a Fridolin.

La capacità descrittiva delle sensazioni e stati d’animo dei protagonisti è notevole, frasi in cui aggettivi e avverbi aggettivanti si rincorrono a delineare a pieno e in modo piacevole le caratterizzazioni dei personaggi. Le mezze parole, le frasi volutamente incompiute, dette dai coniugi Fridolin e Albertine, che nascondono le pulsioni segrete e pensieri celati mai rivelati l’uno all’altra, li portano inevitabilmente allo scontro e alla rivelazione dei loro più profondi e reconditi.

Non posso che definirlo un bel romanzo.

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